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Normativa AI
  • 7 maggio 2026
  • 5 minuti

AI Act Omnibus, accordo del 7 maggio 2026: cosa cambia

Il 7 maggio 2026 UE ha spostato gli obblighi high-risk al 2027 ed esteso le esenzioni a PMI e mid-cap. Cosa cambia davvero per chi in Italia sta valutando un progetto AI.

Lorenzo Invernizzi
Lorenzo InvernizziAI/ML lead

Sedici mesi: è di questo che parliamo quando diciamo che il 7 maggio 2026 Consiglio UE e Parlamento europeo hanno chiuso un accordo provvisorio che sposta gli obblighi sui sistemi di AI ad alto rischio da agosto 2026 a dicembre 2027. Si chiama "AI Act Omnibus" e fa parte del pacchetto Omnibus VII, l'agenda di semplificazione normativa di Bruxelles. Per chi in Italia sta valutando un progetto AI, la domanda non è se rimandare: è se questo cambia il senso dei piani già in cantiere. Una nota prima di entrare nel merito: l'accordo è provvisorio, deve ancora essere formalmente endorsato da Consiglio e Parlamento e passare la revisione legale e linguistica prima dell'adozione definitiva, con tempi attesi di settimane, non mesi.

Le esenzioni si allargano: arrivano i small mid-cap

È la parte che interessa di più la base produttiva italiana. Fino a oggi, alcune semplificazioni dell'AI Act erano riservate alle PMI come definite dalla Raccomandazione 2003/361/CE, cioè fino a 250 dipendenti. Con l'Omnibus, le stesse esenzioni si estendono ai small mid-cap, le aziende fino a 500 dipendenti: documentazione tecnica semplificata per i sistemi ad alto rischio sviluppati internamente, accesso prioritario alle sandbox regolatorie per testare soluzioni in un ambiente controllato, e una possibilità estesa di trattare dati personali sensibili per attività di rilevamento e correzione dei bias, sotto condizioni precise. Per il tessuto industriale italiano è una notizia rilevante: molte medie imprese del manifatturiero, della logistica e dei servizi avanzati stanno proprio fra i 250 e i 500 dipendenti, e finora si trovavano nello stesso regime delle multinazionali. Ora hanno un percorso meno gravoso.

I nuovi tempi: dicembre 2027 e agosto 2028

Il messaggio implicito di Bruxelles è che le aziende, e soprattutto le autorità nazionali competenti, non erano pronte: le linee guida tecniche armonizzate non sono ancora complete e gli stati membri hanno faticato a istituire le strutture di vigilanza, e per evitare un'entrata in vigore caotica si è scelto di rinviare. In pratica, se la vostra azienda usa AI in HR per lo screening dei CV, in formazione per valutare l'apprendimento, nel customer scoring, o in qualunque processo classificato ad alto rischio dall'allegato III, avete tempo fino a dicembre 2027 per essere conformi. Se l'AI è incorporata in un prodotto fisico già normato, come macchinari o dispositivi medici, la scadenza si allunga ad agosto 2028. Le regole su pratiche vietate (rischio inaccettabile) e sui sistemi di AI per finalità generali restano invece in vigore secondo il calendario originale, senza alcun rinvio. Il rinvio non è una franchigia: è tempo per fare le cose con criterio invece che in emergenza. Restano fissati anche i tempi per le sandbox regolatorie, che gli stati membri devono istituire entro il 2 agosto 2027.

Trasparenza dei contenuti AI: tre mesi e basta

Il punto meno discusso, ma che tocca molte più aziende del previsto, riguarda l'obbligo di marcatura dei contenuti generati o significativamente modificati da AI. L'Omnibus accorcia il periodo di grazia da sei a tre mesi e fissa la scadenza al 2 dicembre 2026. Riguarda chiunque pubblichi immagini o video generati o modificati con AI, incluse le campagne marketing; audio sintetico, comprese le voci artificiali; testo generato da AI in contesti dove l'autore appare umano e il contenuto è di interesse pubblico. L'obbligo è di etichettare il contenuto in modo leggibile dalle macchine. Per molte realtà che usano AI generativa nel marketing o nella comunicazione, sei mesi sembravano già stretti: tre mesi sono un cantiere immediato, e vale la pena anticiparsi piuttosto che rincorrere la scadenza.

Il nuovo divieto sui contenuti non consensuali

Aggiunto in extremis al testo, un divieto esplicito riguarda le pratiche di AI per generare contenuti sessuali e intimi non consensuali e per produrre materiale di abuso su minori, dopo i casi di app di "spogliazione" diffusi in vari paesi dell'Unione. Era una richiesta forte di alcune delegazioni e di organizzazioni per i diritti. Per la stragrande maggioranza delle aziende italiane non cambia operativamente nulla, perché è un perimetro che non riguarda i casi d'uso B2B ordinari, ma va comunque menzionato perché modifica la lista delle pratiche vietate dell'articolo 5.

Cosa fare ora, senza farsi prendere dal panico

Lo slittamento concede ossigeno, non assolve. Le aziende che usano questa pausa per strutturare i progetti AI in modo serio arriveranno al 2027 con sistemi maturi; quelle che la usano per rimandare arriveranno con sistemi mediocri e sotto pressione. Tre mosse restano valide indipendentemente dal rinvio: mappare i sistemi AI già in uso o in fase di pilota, anche quelli "leggeri" come chatbot, automazioni di marketing e strumenti generativi adottati dai team senza una decisione centrale, perché senza inventario la governance non esiste; classificare il rischio caso per caso, sapendo che la maggior parte degli usi B2B nelle PMI italiane ricade in rischio limitato o minimo, mentre i casi ad alto rischio sono pochi e identificabili, HR, scoring dei clienti, accesso a servizi essenziali, sicurezza, processi decisionali su persone; e strutturare un percorso di adozione, non un singolo progetto, con pilota, formazione del team, governance e crescita graduale, perché è così che si arriva al 2027 con sistemi affidabili invece che con un cantiere ancora aperto.

L'Omnibus è una vittoria di realismo, non una liberalizzazione: la direzione di marcia europea resta quella di un'AI regolata, trasparente e responsabile, quello che cambia è il ritmo, non la rotta. Per le aziende italiane il segnale è chiaro: c'è più tempo, ci sono esenzioni più larghe, e c'è meno scusa per non fare bene le cose. Chi sceglie di muoversi adesso, con un percorso strutturato, troverà un mercato meno saturo di concorrenti che hanno aspettato fino all'ultimo. La normativa è in evoluzione costante: per gli adempimenti concreti fate sempre riferimento alle fonti ufficiali e a un legale qualificato. Se vuoi capire dove sei oggi rispetto agli adempimenti e quali progetti AI ha senso avviare nei prossimi 18 mesi, parliamone.