

- 25 agosto 2026
- 5 minuti
Pratiche vietate e sanzioni dell'AI Act
Le otto pratiche di AI vietate dall'articolo 5 dell'AI Act, i tre livelli di sanzione con gli importi esatti, il regime agevolato per le PMI e chi controlla in Italia.

Una società italiana con due milioni di fatturato che violasse un divieto dell'AI Act rischierebbe il 7% di quel fatturato, circa centoquarantamila euro, non i trentacinque milioni che compaiono nei titoli sulle sanzioni più alte. Per le piccole e medie imprese, infatti, si applica l'importo minore fra la cifra fissa e la percentuale sul fatturato, non quello maggiore come per le grandi aziende: resta una cifra che chiude un'impresa piccola, ma il principio di proporzionalità evita l'assurdo. È un buon punto di partenza per guardare con la giusta prospettiva ai divieti dell'articolo 5, la parte del regolamento già pienamente operativa da oltre un anno, e insieme la più ignorata.
Le pratiche vietate
Otto pratiche sono vietate dal 2 febbraio 2025, quasi tutte con eccezioni tassative per contesti specifici. Il punteggio sociale valuta o classifica le persone in base al comportamento sociale o a caratteristiche personali, producendo trattamenti sfavorevoli in contesti estranei a quelli in cui i dati sono stati raccolti. La manipolazione subliminale usa tecniche che agiscono sotto la soglia della consapevolezza, o tecniche deliberatamente ingannevoli, per distorcere il comportamento causando un danno significativo. Lo sfruttamento delle vulnerabilità sfrutta la condizione di una persona dovuta a età, disabilità o situazione sociale ed economica per alterarne il comportamento con effetti dannosi.
Il riconoscimento delle emozioni sul lavoro e a scuola è il divieto che sorprende più imprese italiane: un software che analizza il tono di voce degli operatori per misurarne l'ingaggio, o l'espressione facciale degli studenti per valutarne l'attenzione, ricade qui, e il consenso della persona non rende lecita la pratica. Restano ammessi gli usi per motivi medici o di sicurezza, per esempio rilevare la sonnolenza di chi guida. La raccolta indiscriminata di volti vieta di costruire o ampliare banche dati di riconoscimento facciale raccogliendo immagini senza criterio da internet o dalle telecamere a circuito chiuso. La categorizzazione biometrica su caratteristiche sensibili vieta di dedurre da dati biometrici la razza, le opinioni politiche, l'appartenenza sindacale, le convinzioni religiose, la vita sessuale. La valutazione predittiva del rischio di reato basata sulla profilazione vieta i sistemi che stimano la probabilità che una persona commetta un reato basandosi esclusivamente sulla profilazione o sui tratti della personalità: meno rilevante per le PMI, ma parte dell'elenco. E l'identificazione biometrica remota in tempo reale per finalità di contrasto è vietata in spazi pubblici, con tre eccezioni tassative, la ricerca di persone scomparse o vittime di tratta, la prevenzione di una minaccia terroristica imminente e specifica, l'identificazione di indagati per reati gravi elencati dal regolamento; anche in questi casi servono autorizzazione giudiziaria preventiva e limiti temporali e geografici stretti. Il Digital Omnibus ha aggiunto all'articolo 5, dal 2 dicembre 2026, altri due divieti: i sistemi che generano materiale pedopornografico e quelli che producono immagini intime non consensuali.
I tre livelli di sanzione
L'articolo 99 struttura le sanzioni per gravità su tre livelli. Le pratiche vietate dell'articolo 5 arrivano fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale. Gli altri obblighi del regolamento, che comprendono la trasparenza dell'articolo 50 e riguardano quindi la maggior parte delle aziende, arrivano fino a 15 milioni o al 3%. Le informazioni false o fuorvianti fornite alle autorità arrivano fino a 7,5 milioni o all'1%. In generale si applica l'importo maggiore fra la cifra fissa e la percentuale: per un'impresa con un miliardo di fatturato la percentuale supera la cifra fissa, per una piccola impresa vale il contrario. Qui il criterio si rovescia per le piccole e medie imprese e per le start-up, per cui si applica l'importo minore fra i due, come nell'esempio di apertura; il Digital Omnibus ha esteso questo regime anche alle small mid-cap fino a 500 dipendenti.
Chi controlla e da quando
Il capo sulle sanzioni si applica dal 2 agosto 2025, e dal 2 agosto 2026 la governance è pienamente operativa. Per i modelli di AI per finalità generali la competenza è dell'Ufficio europeo per l'AI. In Italia le autorità nazionali sono state designate dalla Legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025: AgID per la promozione e come organismo di notifica, ACN per la sorveglianza del mercato, Banca d'Italia, Consob e Ivass per il settore finanziario, il Garante per la protezione dei dati per le materie specificamente previste. La stessa legge, all'articolo 11, introduce obblighi informativi verso i lavoratori quando l'AI è impiegata in ambito lavorativo.
Cosa verificare in azienda
Quattro controlli, tutti eseguibili in una mattinata. Il software delle risorse umane: se analizza colloqui registrati, verificate se produce indicatori emotivi, è la trappola più comune, perché la funzione spesso c'è ma nessuno l'ha attivata consapevolmente. Gli strumenti di monitoraggio dei dipendenti: il confine fra misurare la produttività e dedurre stati emotivi è sottile, e sta dalla parte sbagliata più spesso di quanto si creda. I sistemi di videosorveglianza con analisi: se salvano volti per costruire un archivio, guardate come lo popolano. E le funzioni di classificazione dei clienti: un punteggio interno basato su dati raccolti per altri scopi può avvicinarsi al punteggio sociale se produce trattamenti sfavorevoli in un contesto diverso da quello di raccolta.
Una precisazione sul rischio reale
Le cifre delle sanzioni si prestano al catastrofismo, e vale la pena ridimensionare senza minimizzare. I divieti dell'articolo 5 riguardano pratiche che pochissime imprese italiane adottano deliberatamente. Il rischio concreto non è la multa milionaria: è attivare senza saperlo una funzione vietata dentro un software comprato per altro, come una funzione di analisi emotiva già presente in un gestionale HR e mai disattivata. Per questo l'inventario degli usi conta più della lettura del regolamento articolo per articolo: non serve conoscere la norma a memoria, serve sapere cosa fanno davvero gli strumenti che avete già in casa. Se vuoi verificare quali funzioni di AI sono attive nei tuoi sistemi, parliamone.
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